<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Una Comoda Edicola Scomoda &#187; Democrazia</title>
	<atom:link href="http://www.edicola.biz/tag/democrazia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.edicola.biz</link>
	<description>Edicola di notizie a perdere - di solito i media se le perdono, ma noi le troviamo - rassegna stampa internazionale ed inconsueta - una libera edicola virtuale per il Villaggio Globale</description>
	<lastBuildDate>Sun, 28 Aug 2011 07:56:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Come esprimere dissenso in modo creativo e democratico</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/07/13/come-esprimere-dissenso-in-modo-creativo-e-democratico/</link>
		<comments>http://www.edicola.biz/2009/07/13/come-esprimere-dissenso-in-modo-creativo-e-democratico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 21:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.edicola.biz/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[Durante il G8 dell&#8217;Aquila, il TG1 ci ha voluto informare anche sulle proteste di chi contestava il vertice. Da parte loro, i contestatori, resisi conto che facevano notizia, hanno ben pensato che a questo punto anche la loro opinione andasse espressa. Poiché nessuno gliela ha chiesta, essi hanno tuttavia ugualmente trovato il modo di esprimerla. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n_J58OyPJFI&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/n_J58OyPJFI&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Durante il G8 dell&#8217;Aquila, il TG1 ci ha voluto informare anche sulle proteste di chi contestava il vertice. Da parte loro, i contestatori, resisi conto che facevano notizia, hanno ben pensato che a questo punto anche la loro opinione andasse espressa. Poiché nessuno gliela ha chiesta, essi hanno tuttavia ugualmente trovato il modo di esprimerla. Guardate il video e vi garantisco che ne sarete sorpresi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.edicola.biz/2009/07/13/come-esprimere-dissenso-in-modo-creativo-e-democratico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il nemico della stampa – Umberto Eco -</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/07/11/il-nemico-della-stampa-%e2%80%93-umberto-eco/</link>
		<comments>http://www.edicola.biz/2009/07/11/il-nemico-della-stampa-%e2%80%93-umberto-eco/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 15:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavaggio del cervello]]></category>
		<category><![CDATA[11 Settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.edicola.biz/?p=217</guid>
		<description><![CDATA[di Umberto Eco http://www.facebook.com/note.php?note_id=101940929239 Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l’età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Umberto Eco<br />
<a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=101940929239">http://www.facebook.com/note.php?note_id=101940929239</a></p>
<blockquote><p>Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l’età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla. Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l’interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare? Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell’impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale – e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest’uomo aveva detto: “Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l’Italia, forse quest’Uomo troverà il modo di rimettere un po’ d’ordine”. Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l’energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l’indulgenza e la rilassatezza di quell’onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi). E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente – se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio – la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa – che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe. Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de ‘L’espresso’ se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello – e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure? Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all’epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell’antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del Paese.<br />
Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente. Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto</p></blockquote>
<p>Beh, non dissimilmente dal popolo che giustamente critica, Eco stesso dice solo i &#8220;No&#8221; che a lui conviene. Dopotutto cosa c&#8217;è oggi di più popolare, conformista e demagogico che dire qualcosa contro Berlusconi? Ricordo agli ingenui che si fanno incantare che Umberto Eco ha partecipato (dicendo quindi un sonoro &#8220;SI&#8221;, altro che un dignitoso &#8220;NO&#8221;!) con un suo saggio al maldestro libro di disinformazione &#8220;LA COSPIRAZIONE IMPOSSIBILE&#8221;, operazione atta a discreditare il democraticissimo processo di ricerca della verità sui fatti dell&#8217;11 settembre a PIENO sostegno della versione ufficiale americana alla quale, a parte qualche deficente telelobotomizzato residuo e qualche anziano comprensibilmente lento, non crede più nessuno. Secondo il suo stesso ragionamento, Eco è quindi più responsabile del milione di persone uccise in Iraq rispetto a Bush stesso, che dopotutto ha fatto solo il suo lavoro. Chi non capisce di cosa io stia parlando si vada a dare una sana occhiata a <a href="http://www.mito11settembre.it">www.mito11settembre.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.edicola.biz/2009/07/11/il-nemico-della-stampa-%e2%80%93-umberto-eco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uccidere giornalisti per difendere la democrazia</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/05/28/uccidere-giornalisti-per-difendere-la-democrazia/</link>
		<comments>http://www.edicola.biz/2009/05/28/uccidere-giornalisti-per-difendere-la-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 13:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavaggio del cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.edicola.biz/?p=197</guid>
		<description><![CDATA[http://rawstory.com/blog/2009/05/right-wing-military-writer-we-may-have-to-kill-war-journalists/ Pretending to be impartial, the self-segregating personalities drawn to media careers overwhelmingly take a side, and that side is rarely ours. Although it seems unthinkable now, future wars may require censorship, news blackouts and, ultimately, military attacks on the partisan media. Perceiving themselves as superior beings, journalists have positioned themselves as protected-species combatants. But freedom [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="text-align: left; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; font: 12px/17px Arial; white-space: normal; orphans: 2; letter-spacing: normal; color: #333333; word-spacing: 0px; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0;"><a href="http://rawstory.com/blog/2009/05/right-wing-military-writer-we-may-have-to-kill-war-journalists/">http://rawstory.com/blog/2009/05/right-wing-military-writer-we-may-have-to-kill-war-journalists/</a></span></p>
<blockquote><p><span class="Apple-style-span" style="text-align: left; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; font: 12px/17px Arial; white-space: normal; orphans: 2; letter-spacing: normal; color: #333333; word-spacing: 0px; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0;">Pretending to be impartial, the self-segregating personalities drawn to media careers overwhelmingly take a side, and that side is rarely ours. Although it seems unthinkable now,<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>future wars may require censorship, news blackouts and, ultimately, military attacks on the partisan media</strong>. Perceiving themselves as superior beings, journalists have positioned themselves as protected-species combatants. But freedom of the press stops when its abuse kills our soldiers and strengthens our enemies. Such a view arouses disdain today, but a media establishment that has forgotten any sense of sober patriotism may find that it has become tomorrow&#8217;s conventional wisdom.</span></p></blockquote>
<p><span class="Apple-style-span" style="text-align: left; widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; font: 12px/17px Arial; white-space: normal; orphans: 2; letter-spacing: normal; color: #333333; word-spacing: 0px; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0;">Pur di difendere la democrazia, ben venga anche la dittatura!</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.edicola.biz/2009/05/28/uccidere-giornalisti-per-difendere-la-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

