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	<title>Una Comoda Edicola Scomoda &#187; Berlusconi</title>
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	<description>Edicola di notizie a perdere - di solito i media se le perdono, ma noi le troviamo - rassegna stampa internazionale ed inconsueta - una libera edicola virtuale per il Villaggio Globale</description>
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		<title>Il nemico della stampa – Umberto Eco -</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 15:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavaggio del cervello]]></category>
		<category><![CDATA[11 Settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>

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		<description><![CDATA[di Umberto Eco http://www.facebook.com/note.php?note_id=101940929239 Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l’età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Umberto Eco<br />
<a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=101940929239">http://www.facebook.com/note.php?note_id=101940929239</a></p>
<blockquote><p>Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l’età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla. Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l’interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare? Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell’impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale – e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest’uomo aveva detto: “Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l’Italia, forse quest’Uomo troverà il modo di rimettere un po’ d’ordine”. Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l’energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l’indulgenza e la rilassatezza di quell’onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi). E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente – se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio – la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa – che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe. Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de ‘L’espresso’ se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello – e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure? Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all’epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell’antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l’onore dell’Università e in definitiva l’onore del Paese.<br />
Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente. Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto</p></blockquote>
<p>Beh, non dissimilmente dal popolo che giustamente critica, Eco stesso dice solo i &#8220;No&#8221; che a lui conviene. Dopotutto cosa c&#8217;è oggi di più popolare, conformista e demagogico che dire qualcosa contro Berlusconi? Ricordo agli ingenui che si fanno incantare che Umberto Eco ha partecipato (dicendo quindi un sonoro &#8220;SI&#8221;, altro che un dignitoso &#8220;NO&#8221;!) con un suo saggio al maldestro libro di disinformazione &#8220;LA COSPIRAZIONE IMPOSSIBILE&#8221;, operazione atta a discreditare il democraticissimo processo di ricerca della verità sui fatti dell&#8217;11 settembre a PIENO sostegno della versione ufficiale americana alla quale, a parte qualche deficente telelobotomizzato residuo e qualche anziano comprensibilmente lento, non crede più nessuno. Secondo il suo stesso ragionamento, Eco è quindi più responsabile del milione di persone uccise in Iraq rispetto a Bush stesso, che dopotutto ha fatto solo il suo lavoro. Chi non capisce di cosa io stia parlando si vada a dare una sana occhiata a <a href="http://www.mito11settembre.it">www.mito11settembre.it</a></p>
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		<title>COLUI CHE GLI DEI VOGLIONO DISTRUGGERE</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 09:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[COLUI CHE GLI DEI VOGLIONO DISTRUGGERE by Gianluca Freda http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20 Pare che i colloqui di Berlusconi con Obama, a cui facevo riferimento qualche giorno fa, non siano andati bene. Lo deduco dall’incarognirsi della campagna di diffamazione che il capo del governo ha trovato ad attenderlo al suo ritorno in Italia. Una campagna diffamatoria di stampo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COLUI CHE GLI DEI VOGLIONO DISTRUGGERE<br />
by Gianluca Freda</p>
<p><a href="http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20" target="_blank">http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20</a></p>
<blockquote><p>Pare che i colloqui di Berlusconi con Obama, a cui facevo riferimento qualche giorno fa, non siano andati bene. Lo deduco dall’incarognirsi della campagna di diffamazione che il capo del governo ha trovato ad attenderlo al suo ritorno in Italia. Una campagna diffamatoria di stampo sessual-scandalistico, di chiara impronta anglosassone, mai vista con intensità tale nel nostro paese. Praticamente, una firma. Altri festini, altre veline, altre mutandanti bagasce fotografate in compagnia del boss e schiaffate sulle <em>splash page</em> dei quotidiani incartapesce come <em>Repubblica</em>. Mi sembra piuttosto evidente che i burattinai di Obama, a prescindere dai sorrisi sfoderati nel meeting, non siano rimasti soddisfatti degli inchini e delle affettate promesse di collaborazione del liftato e abbiano impartito ai loro sicari mediatici un ordine preciso e definitivo: buttatelo ai pesci. Berlusconi è troppo imprevedibile. Fin dal 1994 ha dato del filo da torcere ai progetti americani di sostituire l’intera classe politica italiana con servitorame USA in livrea. Non ha voluto piegarsi più di tanto alle pressanti richieste di “riforme” periodicamente ripetute dall’FMI. Non ha mosso un dito a favore della FIAT durante il duello con Magna, nonostante sapesse benissimo dell’intenzione americana di trasformare il brontosauro torinese in una testa di ponte industrial-finanziaria americana in Italia. Anzi: non ha mosso un dito proprio per questo. Ha insistito ad intrattenere ottimi rapporti con Russia, Libia e Iran, nonostante le diffide d’oltreatlantico.</p></blockquote>
<p>Tu, sì, proprio tu che odiando Berlusconi visceralmente non ti par vero di postare su facebook le foto piccanti delle sue presunte puttane, come ti senti dopo quest&#8217;articolo nell&#8217;antico ruolo dell&#8217;utile idiota?</p>
<p>Leggi tutto:<br />
<a href="http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20" target="_blank">http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-20</a></p>
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		<title>L&#8217;asse Berlusconi-Eni-Putin nel mirino di Obama</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/05/30/lasse-berlusconi-eni-putin-nel-mirino-di-obama/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 20:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[di Fausto Carioti http://aconservativemind.blogspot.com/2009/05/lasse-berlusconi-eni-putin-nel-mirino.html L’ipotesi del “complotto” internazionale ai danni del presidente del Consiglio inizia a farsi largo anche tra chi non ha grandi simpatie per Silvio Berlusconi. Tipo Lucia Annunziata, che ieri sulla Stampa ha parlato del possibile “complotto Bilderberg”: un club dei potenti della terra che si riunisce ogni anno sotto la guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Fausto Carioti</p>
<p><a href="http://aconservativemind.blogspot.com/2009/05/lasse-berlusconi-eni-putin-nel-mirino.html">http://aconservativemind.blogspot.com/2009/05/lasse-berlusconi-eni-putin-nel-mirino.html</a></p>
<blockquote><p>L’ipotesi del “complotto” internazionale ai danni del presidente del Consiglio inizia a farsi largo anche tra chi non ha grandi simpatie per Silvio Berlusconi. Tipo Lucia Annunziata, che ieri sulla Stampa ha parlato del possibile “<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=6003&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">complotto Bilderberg</a>”: un club dei potenti della terra che si riunisce ogni anno sotto la guida spirituale di Henry Kissinger e traccia l’indirizzo che dovrà prendere il mondo nei dodici mesi seguenti. Inutile dire che l’impronta del circolo è spiccatamente anglosassone. Tanto più lo è stata quest’anno (l’incontro è avvenuto a cavallo della metà di maggio), grazie alla presenza di numerosi plenipotenziari della diplomazia statunitense. E dato che il governo italiano è visto a Washington come la testa di ponte mediterranea della Russia di Vladimir Putin e Dmitry Medvedev, la quale oggi è ai ferri corti con gli Stati Uniti tanto quanto lo era ai tempi di George W. Bush, la voglia di tirare le somme e dire che per la Casa Bianca (e per il “circolo Bilderberg”) Berlusconi è un ostacolo da rimuovere è forte.</p></blockquote>
<p>I vostri giornali e telegiornali preferiti vi dicono tutto sulle minorenni che Berlusconi frequenterebbe, quindi immagino che sappiate già tutto del contratto per l&#8217;oleodotto. Ah, non lo sapete? Ma che strano&#8230; (d&#8217;altra parte, mi rendo conto che non ci si può mica tenere aggiornati su tutto&#8230;)</p>
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