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	<title>Una Comoda Edicola Scomoda</title>
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	<description>Edicola di notizie a perdere - di solito i media se le perdono, ma noi le troviamo - rassegna stampa internazionale ed inconsueta - una libera edicola virtuale per il Villaggio Globale</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Dec 2009 20:46:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Se Il clima fosse una banca, lo avrebbero già salvato</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 20:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cambiamenti epocali]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chavez]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento Globale]]></category>

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Il discorso del presidente venezuelano al vertice climatico di Copenhagen
DI HUGO CHAVEZ
Signor Presidente, signori, signore, amici e amiche, prometto che non parlerò più di quanto sia già stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedente discusso da Brasile, Cina, India e Bolivia. Chiedevamo la parola, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso del presidente venezuelano al vertice climatico di Copenhagen</p>
<p>DI HUGO CHAVEZ</p>
<p>Signor Presidente, signori, signore, amici e amiche, prometto che non parlerò più di quanto sia già stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedente discusso da Brasile, Cina, India e Bolivia. Chiedevamo la parola, ma non è stato possibile prenderla.</p>
<p>Ha parlato la rappresentante della Bolivia, e porgo un saluto al compagno Presidente Evo Morales qui presente, Presidente della Bolivia.</p>
<p>Tra varie cose ha detto, ho preso nota: il testo che è stato presentato non è democratico, non è rappresentativo di tutti i paesi. Ero appena arrivato e mentre ci sedevamo abbiamo sentito il Presidente della sessione precedente, la signora Ministra, dire che c’era un documento da queste parti, che però nessuno conosce: ho chiesto il documento, ancora non l’abbiamo. Credo che nessuno sappia di questo documento top secret.</p>
<p>Certo, la collega boliviana l’ha detto, non è democratico, non è rappresentativo, ma signori e signore: siamo forse in un mondo democratico? Per caso il sistema mondiale è rappresentativo? Possiamo aspettarci qualcosa di democratico e rappresentativo nel sistema mondiale attuale? Su questo pianeta stiamo vivendo una dittatura imperiale e lo denunciamo ancora da questa tribuna: abbasso la dittatura imperiale! E che su questo pianeta vivano i popoli, la democrazia e l&#8217;uguaglianza!</p>
<p>E quello che vediamo qui è proprio il riflesso di tutto ciò: esclusione. C&#8217;è un gruppo di paesi che si credono superiori a noi del sud, a noi del terzo mondo, a noi sottosviluppati, o come dice il nostro grande amico Eduardo Galeano: noi paesi avvolti come da un treno che ci ha avvolti nella storia [sorta di gioco di parole tra desarrollados = sviluppati e arrollados = avviluppati NdT]. Quindi non dobbiamo stupirci di quello che succede, non stupiamoci, non c&#8217;è democrazia nel mondo e qui ci troviamo di fronte all&#8217;ennesima evidenza della dittatura imperiale mondiale.</p>
<p>Poco fa sono saliti due giovani, per fortuna le forze dell&#8217;ordine sono state decenti, qualche spintone qua e là, e i due hanno cooperato, no? Qui fuori c&#8217;è molta gente, sapete? Certo, non ci entrano tutti in questa sala, sono troppi; ho letto sulla stampa che ci sono stati alcuni arresti, qualche protesta intensa, qui per le strade di Copenaghen, e voglio salutare tutte quelle persone qui fuori, la maggior parte delle quali sono giovani.</p>
<p>Non ci sono dubbi che siano giovani preoccupati, e credo abbiano una ragione più di noi per essere preoccupati del futuro del mondo; noi abbiamo – la maggior parte dei presenti – già il sole dietro le spalle, ma loro hanno il sole in fronte e sono davvero preoccupati. Qualcuno potrebbe dire, Signor Presidente, che un fantasma infesta Copenaghen, parafrasando Karl Marx, il grande Karl Marx, un fantasma infesta le strade di Copenaghen e credo che questo fantasma vaga per questa sala in silenzio, gira in quest&#8217;aula, tra di noi, attraversa i corridoi, esce dal basso, sale, è un fantasma spaventoso che quasi nessuno vuole nominare: il capitalismo è il fantasma, quasi nessuno vuole nominarlo.</p>
<p>È il capitalismo, sentiamo ruggire qui fuori i popoli. Stavo leggendo qualcuna delle frasi scritte per strada, e di questi slogan (alcuni dei quali li ho sentiti anche dai due giovani che sono entrati), me ne sono scritti due. Il primo è Non cambiate il clima, cambiate il sistema.</p>
<p>E io lo riprendo qui per noi. Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema! E di conseguenza cominceremo a salvare il pianeta. Il capitalismo, il modello di sviluppo distruttivo sta mettendo fine alla vita, minaccia di metter fine alla specie umana. E il secondo slogan spinge alla riflessione. In linea con la crisi bancaria che ha colpito, e continua a colpire, il mondo, e con il modo con cui i paesi del ricco Nord sono corsi in soccorso dei bancari e delle grandi banche (degli Stati Uniti si è persa la somma, da quanto è astronomica). Ecco cosa dicono per le strade: se il clima fosse una banca, l&#8217;avrebbero già salvato.</p>
<p>E credo che sia la verità. Se il clima fosse una delle grandi banche, i governi ricchi l&#8217;avrebbero già salvato. Credo che Obama non sia arrivato, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri 30mila soldati ad uccidere innocenti in Afghanistan, e ora viene qui a presentarsi con il Premio Nobel per la Pace, il Presidente degli Stati Uniti. Gli USA però hanno la macchinetta per fare le banconote, per fare i dollari, e hanno salvato, vabbè, credono di aver salvato, le banche e il sistema capitalista.</p>
<p>Bene, lasciando da parte questo commento, dicevo che alzavamo la mano per unirci a Brasile, India, Bolivia e Cina nella loro interessante posizione, che il Venezuela e i paesi dell&#8217;Alleanza Bolivariana condividono fermamente; però non ci è stata data la parola, per cui, Signor Presidente, non mi conteggi questi minuti, la prego.</p>
<p>Ho conosciuto, ho avuto il piacere di conoscere Hervé Kempf – è qui in giro -, di cui consiglio vivamente il libro “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta”, in francese, ma potete trovarlo anche in spagnolo e sicuramente in inglese. Hervé Kempf: Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta. Per questo Cristo ha detto: E&#8217; più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Questo l&#8217;ha detto Cristo nostro Signore.</p>
<p>&#8230;&#8230;. Bene, Signor Presidente, il cambiamento climatico è senza dubbio il problema ambientale più devastante di questo secolo, inondazioni, siccità, tormente, uragani, disgeli, innalzamento del livello del mare, acidificazione degli oceani e ondate di calore, tutto questo acuisce l&#8217;impatto delle crisi globali che si abbattono su di noi. L&#8217;attività umana d&#8217;oggi supera i limiti della sostenibilità, mettendo in pericolo la vita del pianeta, ma anche in questo siamo profondamente disuguali.</p>
<p>Voglio ricordarlo: le 500 milioni di persone più ricche del pianeta, 500 milioni, sono il sette per cento, sette per cento, seven per cento della popolazione mondiale. Questo sette per cento è responsabile, queste cinquecento milioni di persone più ricche sono responsabili del cinquanta per cento delle emissioni inquinanti, mentre il 50 per cento più povero è responsabile solo del sette per cento delle emissioni inquinanti.</p>
<p>Per questo mi sembra strano mettere qui sullo stesso piano Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno appena 300 milioni di abitanti. La Cina ha una popolazione quasi 5 volte più grande di quella degli USA.</p>
<p>Gli Stati Uniti consumano più di 20 milioni di barili di petrolio al giorno, la Cina arriva appena ai 5,6 milioni di barili al giorno, non possiamo chiedere le stesse cose agli Stati Uniti e alla Cina. Ci sono questioni da discutere, almeno potessimo noi Capi di Stato e di Governo sederci a discutere davvero di questi argomenti.</p>
<p>Inoltre, Signor Presidente, il 60% degli ecosistemi del pianeta hanno subito danni e il 20% della crosta terrestre è degradata; siamo stati testimoni impassibili della deforestazione, della conversione di terre, della desertificazione e delle alterazioni dei sistemi d&#8217;acqua dolce, dello sovrasfruttamento del patrimonio ittico, della contaminazione e della perdita della diversità biologica. Lo sfruttamento esagerato della terra supera del 30% la sua capacità di rigenerazione.</p>
<p>Il pianeta sta perdendo ciò che i tecnici chiamano la capacità di autoregolarsi, il pianeta la sta perdendo, ogni giorno si buttano più rifiuti di quanti possano essere smaltiti. La sopravvivenza della nostra specie assilla la coscienza dell&#8217;umanità. Malgrado l&#8217;urgenza, sono passati due anni dalle negoziazioni volte a concludere un secondo periodo di compromessi voluto dal Protocollo di Kyoto, e ci presentiamo a quest&#8217;appuntamento senza un accordo reale e significativo.</p>
<p>E voglio dire che riguardo al testo creato dal nulla, come qualcuno l&#8217;ha definito (il rappresentante cinese), il Venezuela e i paesi dell&#8217;Alleanza Bolivariana per le Americhe, noi non accettiamo nessun altro testo che non derivi dai gruppi di lavoro del Protocollo di Kyoto e della Convenzione: sono i testi legittimi su cui si sta discutendo intensamente da anni.</p>
<p>E in queste ultime ore credo che non abbiate dormito: oltre a non aver pranzato, non avete dormito. Non mi sembra logico che ora si produca un testo dal niente, come dite voi. L&#8217;obiettivo scientificamente sostenuto di ridurre le emissioni di gas inquinanti e raggiungere un accordo chiaro di cooperazione a lungo termine, oggi a quest&#8217;ora, sembra aver fallito.Almeno per il momento. Qual è il motivo? Non abbiamo dubbi. Il motivo è l&#8217;atteggiamento irresponsabile e la mancanza di volontà politica delle nazioni più potenti del pianeta&#8230;</p>
<p>Il conservatorismo politico e l&#8217;egoismo dei grandi consumatori, dei paesi più ricchi testimoniano di una grande insensibilità e della mancanza di solidarietà con i più poveri, con gli affamati, con coloro più soggetti alle malattie, ai disastri naturali, Signor Presidente, è chiaramente un nuovo ed unico accordo applicabile a parti assolutamente disuguali, per la grandezza delle sue contribuzioni e capacità economiche, finanziarie e tecnologiche, ed è evidente che si basa sul rispetto assoluto dei principi contenuti nella Convenzione.</p>
<p>I paesi sviluppati dovrebbero stabilire dei compromessi vincolanti, chiari e concreti per la diminuzione sostanziale delle loro emissioni e assumere degli obblighi di assistenza finanziaria e tecnologica ai paesi poveri per far fronte ai pericoli distruttivi del cambiamento climatico. In questo senso, la peculiarità degli stati insulari e dei paesi meno sviluppati dovrebbe essere pienamente riconosciuta.</p>
<p>&#8230;. Le entrate totali delie 500 persone più ricche del mondo sono superiore alle entrate delle 416 milioni di persone più povere, le 2800 milioni di persone che vivono nella povertà, con meno di 2 dollari al giorno e che rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, ricevono solo il 5 per cento delle entrate mondiale&#8230;</p>
<p>Ci sono 1100 milioni di persone che non hanno accesso all&#8217;acqua potabile, 2600 milioni prive di servizio di sanità, più di 800 milioni di analfabeti e 1020 milioni di persone affamate: ecco lo scenario mondiale.</p>
<p>E ora, la causa, qual è la causa? Parliamo della causa, non evitiamo le responsabilità, non evitiamo la profondità del problema, la causa senza dubbio, torno all&#8217;argomento di questo disastroso scenario, è il sistema metabolico distruttivo del capitale e della sua incarnazione: il capitalismo.</p>
<p>Ho qui una citazione di quel gran teologo della liberazione che è Leonardo Boff, come sappiamo, brasiliano, che dice: Qual è la causa? Ah, la causa è il sogno di cercare la felicità con l&#8217;accumulazione materiale e il progresso senza fine, usando, per fare ciò, la scienza e la tecnica con cui si possono sfruttare in modo illimitato le risorse della terra.</p>
<p>Può una terra finita sopportare un progetto infinito? La tesi del capitalismo, lo sviluppo infinito, è un modello distruttivo, accettiamolo.</p>
<p>&#8230;.. Noi popoli del mondo chiediamo agli imperi, a quelli che pretendono di continuare a dominare il mondo e noi, chiediamo loro che finiscano le aggressioni e le guerre. Niente più basi militari imperiali, né colpi di Stato, costruiamo un ordine economico e sociale più giusto e equitativo, sradichiamo la povertà, freniamo subito gli alti livelli di emissioni, arrestiamo il deterioramento ambientale ed evitiamo la grande catastrofe del cambiamento climatico, integriamoci nel nobile obiettivo di essere tutti più liberi e solidari.</p>
<p>&#8230;. Questo pianeta è vissuto migliaia di milioni di anni, e questo pianeta è vissuto per migliaia di milioni di anni senza di noi, la specie umana: non ha bisogno di noi per esistere. Bene, noi senza la Terra non viviamo, e stiamo distruggendo il Pachanama*, come dice Evo e come dicono i nostri fratelli aborigeni del Sudamerica&#8230;</p>
<p>Hugo Chavez</p>
<p>Fonte: http://selvasorg.blogspot.com<br />
Testo originale: <a href="http://selvasorg.blogspot.com/2009/12/discurso-de-chavez-en-copenhage.html">http://selvasorg.blogspot.com/2009/12/discurso-de-chavez-en-copenhage.html</a><br />
Versione Italiana: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6589<br />
16.12.2009</p>
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		<title>Climategate &#8211; il meteoscandalo difficile da insabbiare</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/11/27/climategate/</link>
		<comments>http://www.edicola.biz/2009/11/27/climategate/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<category><![CDATA[Riscaldamento Globale]]></category>

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		<description><![CDATA[di ErreQu
edicola.biz
Colpo di scena metereologico! Ignoti hackers hanno rubato un archivio di emails di scienziati impegnati della diffusione della tesi del riscaldamento globale causato da attività umane, e le hanno rese pubbliche. Sopresa: in privato gli scienziati non condividevano le loro opinioni pubbliche, e discutevano come tacitare gli scienziati che dissidevano sull&#8217;argomento&#8230;.
E&#8217; uno scandalo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">di ErreQu<br />
<a href="http://www.edicola.biz" target="_self">edicola.biz</a></p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignright" src="http://www.megachipdue.info/images/stories/rokstories/bufala_climatica.jpg" alt="" width="410" height="200" />Colpo di scena metereologico! Ignoti hackers hanno rubato un archivio di emails di scienziati impegnati della diffusione della tesi del riscaldamento globale causato da attività umane, e le hanno rese pubbliche. Sopresa: in privato gli scienziati non condividevano le loro opinioni pubbliche, e discutevano come tacitare gli scienziati che dissidevano sull&#8217;argomento&#8230;.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; uno scandalo di proprozioni notevoli quello che sta montando nel vero teatro moderno dell&#8217;informazione &#8211; Internet &#8211; e di cui hanno iniziato ad occuparsi alcuni (pochi) grandi media, alcuni seriamente, altri cercando di insabbiare (vedi i vari video in calce all&#8217;articolo). Migliaia di email private sono state rese pubbliche, nelle quali importanti scienziati che pubblicamente sostengono a spada tratta la tesi del riscaldamento globale causato dall&#8217;uomo, tradiscono in privato opinioni ben diverse, e si confidano di falsare i dati per rafforzare le loro teorie. Non si tratta di scienziati qualunque. Sono scienziati della università della <a href="http://www.cru.uea.ac.uk/" target="_blank"><span id="IL_AD9">East Anglia</span> Climate Research Unit</a> (CRU), riconosciuta come una delle istituzioni in prima linea nel mondo nella scienza della metereologia e dello studio del riscaldamento globale antropogenico. Insomma, si tratta dei vate che ci illuminano sulle catastrofi climatiche che inevitabilmente ci attenderebbero, e ai quali abbiamo sempre creduto perché dopotutto di chi ci si dovrebbe fidare, se non degli scienziati più autorevoli al mondo nella loro materia? Peccato che dalla lettura delle loro email private adesso si evinca che pur di sostenere la loro tesi essi siano giunti a falsare i dati, una bestemmia scientifica in grado di discreditare completamente e per sempre qualsiasi scienziato. E si tratta scienziati di spicco, finanziati (fra l&#8217;altro) anche dal Dipartimento Statunitense dell&#8217;Energia (nonostante l&#8217;istituto faccia capo a <a href="http://www.londra.info" target="_self">Londra</a>), e fortemente implicati nel <a href="http://www.ipcc.ch/" target="_blank">IPCC</a> (<em>Intergovernmental Panel on Climate Change</em>). L&#8217;istituto ormai sputtanato <a href="http://www.uea.ac.uk/mac/comm/media/press/2009/nov/homepagenews/CRUupdate" target="_blank">si difende </a>dalle accuse, sostenendo che la tempistica dell&#8217;attacco sia finalizzata a screditare la imminente conferenza di Copenhagen sul tema. Può essere, ma la sostanza delle emails non cambia. Qualcosa <a href="http://www.freefarts.com">puzza</a>, e di sicuro abbiamo la dimostrazione che non ci si può fidare neppure dei più rispettati scienziati, anzi <em>soprattutto</em> dei più rispettati scienziati, poiché rispetto e <a href="http://www.bancheonline.info" target="_self">denaro</a> vanno solitamente a braccetto, e a decidere quale tesi scientifica debba venire &#8220;dimostrata&#8221; dagli scienziati &#8220;rispettati&#8221; è ormai quasi sempre il committente, colui che paga, come le &#8220;spiegazioni scientifiche&#8221; ufficiali sui motivi dei crolli delle torri dell&#8217;<a href="http://www.mito11settembre.it" target="_self">11 settembre</a> ha già ampiamente dimostrato.</p>
<p style="text-align: left;">Il riscaldamento globale ad opera dell&#8217;uomo è quindi solo una bufala, un mito creato ad arte finalizzato a bloccare lo sviluppo del terzo mondo e la salvaguardia delle risorse residue (quelle sì, in esaurimento), nonchè un pretesto per l&#8217;inizio dell&#8217;introduzione di un sistema di tassazione globale e transnazionale (a partire dalla cosiddetta &#8220;carbon tax&#8221;), prodromo dell&#8217;avvento di un governo mondiale? Non balzerei a conclusioni affrettate, ma neppure lo escluderei in partenza. La lezione da trarne è che in assenza di dati certi il scetticismo va esercitato a 360° e sospendere il giudizio fino a quando non se ne sappia di più. Ma saperne di più in questo caso è reso difficile dal fatto che come abbiamo visto non puoi credere neppure ai dati presentati dai più autorevoli scienziati.</p>
<p style="text-align: left;">Nelle emails incriminate si discute anche su come emarginare, isolare e censurare gli scienziati scettici rispetto alla tesi del riscaldamento globale. E&#8217; curioso che a smascherare la disonestà intellettuale di tali scienziati non siano stati i servizi segreti di alcun paese, bensì dei semplici hacker, che hanno poi reso disponibili i files su un server russo. E&#8217; probabilmente la prima volta che un hacker riesce dove tutti i <a href="http://www.giornali.info" target="_self">giornalisti</a> e servizi segreti del mondo falliscono - scoprire una verità importante e ben celata e rivelarla al pubblico. Questa primizia è intensamente <a href="http://www.surreal.info" target="_self">surreale</a>, poiché l&#8217;hacker è tipicamente un&#8217;entità anonima, una presenza <a href="http://www.veggenti.com" target="_self">veggente</a>, ma invisibile, nel Villaggio Globale. Dobbiamo quindi abituarci all&#8217;idea dell&#8217;hacker come il <a href="http://www.dio.biz/">superdio</a> dell&#8217;informazione, un Robin Hood Ontologico che ruba le informazioni ai ricchi delle stesse per distribuirle ai net-peones, gli ignoranti globalvillici, cioè noi? Ad <a href="http://www.elio.info" target="_self">Elio e le Storie Tese</a> l&#8217;ardua sentenza (chi altri rimane, quando non si può più credere a <a href="http://www.barzellette.info" target="_self">scienziati</a> e <a href="http://www.telegiornale.com" target="_self">telegiornali</a>? E anche dei posteri mi sa che c&#8217;è poco da fidarsi&#8230;)</p>
<p style="text-align: left;">Originariamente pubblicato su <a href="http://www.edicola.biz" target="_self">Edicola </a>Punto Biz<br />
<em>Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata (comprensiva dei link ed eventuali referenze in esso contenuti) e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale</em></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BXRmITwUyZE&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/BXRmITwUyZE&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
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<p style="text-align: center;"> </p>
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<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/anHuOAXIl0M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/anHuOAXIl0M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
        var VideoID = "8514"; var Width = 585; var Height = 370;
// ]]&gt;</script><script src="http://eclipptv.com/general/hdplayer/rt.php"></script></p>
<p style="text-align: center;">La CNN ha impiegato sei giorni prima di accorgersi dello scandalo, e quando ne ha parlato ha cercato di minimizzare, senza entrare nei dettagli. Un esempio di grande giornalismo.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rGdnnUh0EoQ&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/rGdnnUh0EoQ&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">e c&#8217;è addirittura il videoclip!:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nEiLgbBGKVk&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/nEiLgbBGKVk&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Ed ecco come &#8211; secondo <a href="http://www.elio.info" target="_self">Elio</a> &#8211; le previsioni del tempo potrebbero suonare in futuro, a furia di taroccare i dati.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mYOoO-llTIY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/mYOoO-llTIY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Si parla di una nuova valuta globale su CNBC</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/11/11/si-parla-di-una-nuova-valuta-globale-su-cnbc/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UpgZx-9FLbE&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/UpgZx-9FLbE&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Nuova misteriosa epidemia in Ucraina occidentale, ad un passo dall’Unione Europea</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/11/01/nuova-misteriosa-epidemia-in-ucraina-occidentale-ad-un-passo-dall%e2%80%99unione-europea/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Miracoli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra biologica]]></category>
		<category><![CDATA[H1N1]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemie]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Virus]]></category>

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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia
In Italia la notizia non è ancora circolata, ma da qualche settimana una nuova epidemia ad opera di un virus sconosciuto sta seminando il terrore nella Ucraina occidentale. Poiché in questi giorni si festeggiano i morti, questa notizia ci sta come il cacio sui maccheroni. Nella seconda metà di Ottobre il nuovo virus ha ucciso più di una trentina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto Quaglia<img class="alignright size-full wp-image-268" title="brutto&amp;cattivo" src="http://edicola.biz/http://edicola.biz/wp-content/uploads/2009/11/bruttocattivo.jpg" alt="brutto&amp;cattivo" width="163" height="137" /></p>
<p>In Italia la notizia non è ancora circolata, ma da qualche settimana una nuova epidemia ad opera di un virus sconosciuto sta seminando il terrore nella Ucraina occidentale. Poiché in questi giorni si festeggiano i morti, questa notizia ci sta come il cacio sui maccheroni. Nella seconda metà di Ottobre il nuovo virus ha ucciso più di una trentina di persone. Quarantamila sarebbero gli ammalati. Analogamente al famigerato A-H1N1, anche questo virus causa una infezione acuta al sistema respiratorio, ma le autorità escludono si tratti dell’influenza suina. Nella regione di Ternopil, il 25% dei medici entrati in contatto con i malati si sono ammalati a loro volta. La nuova malattia sarebbe quindi altamente infettiva, ma scarsamente letale. Nella regione è stata annunciata una sorta di quarantena, invitando i cittadini a non uscire di casa se non per motivi gravi. Per strada, la polizia già indossa mascherine protettive. I farmaci antivirali sono ormai introvabili nelle farmacie, davanti alle quali si formano lunghe code e a Leopoli ora non si troverebbero più neppure le mascherine.</p>
<p>L’edipemia ha ora raggiunto la città di Chernivtsi, sud-ovest dell’Ucraina, ad un passo dalla Romania.</p>
<p>Nel frattempo, proseguono in occidente le controverse vaccinazioni contro un virus H1N1 che invece sta causando meno danni del previsto. Le vaccinazioni di massa vengono fatte con vaccini poco testati contenenti adiuvanti generalmente ritenuti dannosi per la salute. In Italia va per la maggiore il Focetria di Novartis mentre in Germania si usa Pandemrix della Glaxo SmithKiline, entrambi vaccini contenenti i discussi adiuvanti. I medici italiani sono renitenti ad usare il vaccino su di sé e sondaggi indicano che il 70% dei tedeschi è poco incline a farsi vaccinare, soprattutto dopo avere appreso che ai politici ed i militari tedeschi verrà invece somministrato un vaccino privo dell’MF-59, l’adiuvante della discordia, ossia il Celvapan della Baxter. D’altra parte, è come finire dalla padella alla brace, dato che otto mesi fa la Baxter <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&amp;sid=aTo3LbhcA75I">inviò a 18 laboratori</a> in tutta Europa 72 chili di una base per la comune influenza stagionale contenente virus vivi dell’influenza aviaria, un episodio gravissimo che <a href="http://www.theflucase.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=90%3Athe-baxterwho-case&amp;catid=42%3Arokstories&amp;lang=en">difficilmente si può ascrivere ad un errore</a> (cose del genere non possono accadere per sbaglio in laboratori soggetti a standard di sicurezza <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Biosafety_level">BS3</a>, <em>bio-safety level 3</em>) e sul quale oggi tutti i media hanno steso una colpevole coltre di silenzio (In Austria, dove è avvenuto il fatto, qualcuno cerca di <a href="http://www.unfictional.com/pdf/baxter-genocide-bioweapons.pdf">portare in giudizio</a> la Baxter per questa vicenda, con l’accusa di tentato genocidio). Sarà per tutte le suddette ragioni che il governo di Obama ha da poco approvato una legge che manleva i produttori farmaceutici da qualsiasi responsabilità giuridica in merito ai danni alla salute provocati dai loro vaccini?</p>
<p>Adesso la nuova epidemia nell’Ucraina occidentale conferma l’inquietante trend che si era già notato: la comparsa sempre più frequente sulle passerelle del Villaggio Globale di nuovi virus Brutti &amp; Cattivi. Accipicchia, dopo decenni di pigro tran tran, per il mondo dei virus si sono da qualche anno accesi i riflettori della ribalta, e sarà meglio che ci abituiamo d’ora in poi alla comparsa periodica sul proscenio di nuove collezioni virali autunno-inverno e primavera-estate, proprio come ci ha abituato il mondo della moda.</p>
<p>Ma per questa nuova linea, chi sono gli stilisti?</p>
<p>Roberto Quaglia</p>
<p>Approfondimenti per chi vuole spaventarsi di più:</p>
<p><a href="http://www.theflucase.com/">http://www.theflucase.com/</a></p>
<p>Originalmente pubblicato su <a href="http://www.edicola.biz/">Edicola.biz</a></p>
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		<title>Iperinflazione</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/10/10/iperinflazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Soldi Falsi]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Iperinflazione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[
Continuare a creare pseudo-denaro dal nulla non porta in un bel posto
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xbUIlH0stSc&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/xbUIlH0stSc&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Continuare a creare pseudo-denaro dal nulla non porta in un bel posto</p>
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		<title>L&#8217;abbandono del dollaro + Intervista a Robert Fisk</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/10/10/labbandono-del-dollaro-intervista-a-robert-fisk/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cambiamenti epocali]]></category>
		<category><![CDATA[Dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[DI ROBERT FISK
independent.co.uk
Quasi a simboleggiare il nuovo ordine mondiale, gli Stati arabi hanno avviato trattative segrete con Cina, Russia e Francia per smettere di usare la valuta americana per le transazioni petrolifere.
Mettendo in atto la piu’ radicale trasformazione finanziaria della recente storia del Medio Oriente gli Stati arabi stanno pensando – insieme a Cina, Russia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">DI ROBERT FISK<br />
<em>independent.co.uk</em></p>
<p>Quasi a simboleggiare il nuovo ordine mondiale, gli Stati arabi hanno avviato trattative segrete con Cina, Russia e Francia per smettere di usare la valuta americana per le transazioni petrolifere.</p>
<p>Mettendo in atto la piu’ radicale trasformazione finanziaria della recente storia del Medio Oriente gli Stati arabi stanno pensando – insieme a Cina, Russia, Giappone e Francia – di abbandonare il dollaro come valuta per il pagamento del petrolio adottando al suo posto un paniere di valute tra cui lo yen giapponese, lo yuan cinese, l’euro, l’oro e una nuova moneta unica prevista per i Paesi aderenti al Consiglio per la cooperazione del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Abu Dhabi, Kuwait e Qatar.</p>
<p>Incontri segreti hanno gia’ avuto luogo tra i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali della Russia, della Cina, del Giappone e del Brasile per mettere a punto il progetto che avra’ come conseguenza il fatto che il prezzo del greggio non sara’ piu’ espresso in dollari.</p>
<p>Il progetto, confermato al nostro giornale da fonti bancarie arabe dei Paesi del Golfo Persico e cinesi di Hong Kong, potrebbe contribuire a spiegare l’improvviso rincaro del prezzo dell’oro, ma preannuncia anche nei prossimi nove anni un esodo senza precedenti dai mercati del dollaro.</p>
<p>Gli americani, che sono al corrente degli incontri – pur non conoscendone i dettagli – sono certi di poter sventare questo intrigo internazionale di cui fanno parte leali alleati come il Giappone e i Paesi del Golfo. Sullo sfondo di questi incontri valutari, Sun Bigan, ex inviato speciale della Cina in Medio Oriente, ha sottolineato il rischio di approfondire le divisioni tra Cina e Stati Uniti in ordine alla loro influenza politica e petrolifera in Medio Oriente. “Le dispute e gli scontri bilaterali sono inevitabili”, ha detto all’Africa and Asia Review. “Non possiamo abbassare la guardia in merito all’ostilita’ che fronteggiamo in Medio Oriente sugli interessi energetici e la sicurezza”.</p>
<p style="text-align: left;">Leggi Tutto:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.independent.co.uk/news/business/news/the-demise-of-the-dollar-1798175.html">http://www.independent.co.uk/news/business/news/the-demise-of-the-dollar-1798175.html</a><br />
<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6343">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6343</a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BrD9sBBFFrc&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/BrD9sBBFFrc&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Il giornalista Robert Fisk, intervistato da televisione russa</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Charlie Sheen, l&#8217;attore pià pagato d&#8217;America, chiede ad Obama la verità sull&#8217;11 settembre</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/09/11/charlie-sheen-lattore-pia-pagato-damerica-chiede-ad-obama-la-verita-sull11-settembre/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 13:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[11 Settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Sheen]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZyKR2-A0KPU&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/ZyKR2-A0KPU&amp;rel=0&amp;border=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Debt slave &#8211; Schiavo del debito</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/08/30/debt-slave-schiavo-del-debito/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 08:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Soldi Falsi]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/I9q1oeMcoL0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/I9q1oeMcoL0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La guerra al terrorismo è un mito</title>
		<link>http://www.edicola.biz/2009/08/15/la-guerra-al-terrorismo-e-un-mito/</link>
		<comments>http://www.edicola.biz/2009/08/15/la-guerra-al-terrorismo-e-un-mito/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 09:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Webster Tarpley]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a WEBSTER TARPLEY
ReOpen911 e GeoPolIntel
Webster TARPLEY, storico e giornalista statunitense, lavora sulle forme di ingerenza, e in particolare sullo sfruttamento della minaccia terroristica. Si è specializzato nello studio delle operazioni false flag, ossia operazioni commando o terroristiche che usano false rivendicazioni per provocare una situazione conflittuale.
“Non si può capire la politica attuale degli Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a WEBSTER TARPLEY<br />
<em>ReOpen911 e GeoPolIntel</em></p>
<p><strong>Webster TARPLEY</strong>, storico e giornalista statunitense, lavora sulle forme di ingerenza, e in particolare sullo sfruttamento della minaccia terroristica. Si è specializzato nello studio delle <em>operazioni false flag</em>, ossia operazioni commando o terroristiche che usano false rivendicazioni per provocare una situazione conflittuale.</p>
<p>“Non si può capire la politica attuale degli Stati Uniti se si sottovaluta la portata reale dell&#8217;11 settembre. Gli attentati dell&#8217;11 settembre sono stati un colpo di Stato. La guerra contro il terrorismo si basa su un mito e a partire da questi eventi è diventata una religione di stato obbligatoria. Il solo modo di combattere i neoconservatori è di distruggere questo mito. L&#8217;apertura di una commissione di verità come quella di Russell-Sartre al momento della guerra del Vietnam, potrebbe contribuire a distruggerlo&#8221;.</p>
<p>Non si può negare che Tarpley sia un esperto di geopolitica e la sua conoscenza dei meccanismi complessi della situazione attuale ci ha naturalmente spinti a chiederne il parere sulla situazione presente. Le domande sono state co-redatte da ReOpen911 e il sito <a href="http://geopolintel.kazeo.com/ABM-Le-bouclier-anti-missile,r100726.html">GeoPolIntel</a> che ha realizzato un&#8217;analisi estensiva dello scudo ABM (Anti Missili Balistici).</p>
<p>Prima di affrontare l&#8217;intervista vera e propria, Webster G. Tarpley, autore di diversi libri, tra cui la straordinaria opera 9/11 Synthetic Terror: Made in USA, ci ha chiesto di completare l&#8217;intervista con il paragrafo seguente.</p>
<p>“Il principale progetto americano-britannico del momento è di balcanizzare il Pakistan, in modo che non possa diventare un corridoio energetico per la Cina, l&#8217;Iran e il Medio Oriente, come possiamo vedere con la posizione del porto di Gwadar. La folle escalation di violenza in Afghanistan, che porta il segno di Obama, ha senso solo se capiamo che lo scopo è di distruggere il governo centrale del Pakistan e provocare l&#8217;esplosione di questo paese in cinque fasi, secondo il prolungamento del piano di Bernard Lewis.</p>
<p>Il Pakistan è un obiettivo molto più importante dell&#8217;Iran. Esiste addirittura un piano americano-britannico per distruggere la catena dei paesi pro-cinesi lungo l&#8217;Oceano Indiano. Ma lo Sri Lanka ha evacuato l&#8217;esercito del terrore (sostenuto dagli Stati Uniti e il Regno Unito): terroristi che avevano i loro quartieri generali a Londra e conosciuti con il nome di Tigri Tamil. Era davvero grottesco vedere Kouchner e Milliband (Ministri degli Esteri francese e britannico) cercare disperatamente di salvare le Tigri Tamil, affinché i macellai potessero combattere ancora! I posti come lo Zimbabwe, il Sudan, la Thailandia, la Cambogia, il Bangladesh e diversi gruppi di isole, sono oggi un campo di battaglia tra la Cina (quest&#8217;ultima fa pressioni in favore di un commercio e uno sviluppo pacifico), e l&#8217;alleanza Stati Uniti e Gran Bretagna che cerca di mandarli in rovina e di mantenere il consenso screditato di Washington contro il consenso di Pechino, che respinge l&#8217;intimidazione imperialista del tipo FMI-Banca Mondiale-WTO&#8221;.</p>
<p><strong>ReOpen911 : La lettera di Obama a Medvedev, nella quale chiede ai Russi di negoziare l&#8217;abbandono del nucleare iraniano, non sarebbe un mezzo per rinfocolare una nuova guerra in Medio Oriente?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> Come ho scritto in <em>Obama, The Postmodern Coup</em>, la politica generale dell&#8217;amministrazione Obama è di fomentare i conflitti tra l&#8217;Iran e la Russia. Lo chiamano il gioco della patata bollente – mettono uno Stato nemico contro un altro, sperando che entrambi vengano danneggiati o distrutti durante il processo. Il regime Obama vorrebbe spingere la Russia in una posizione di ostilità verso l&#8217;Iran, giocando sulla paura della Russia di ciò che alla fin fine l&#8217;Iran potrebbe fare con le armi nucleari nel caso ne avesse qualcuna. Con persone come Putin e Lavrov, i Russi non sono pronti a cadere in un trabocchetto del genere. La recente esperienza delle sommosse e della mobilitazione in Iran è incoraggiata da persone della CIA, una rivoluzione colorata, una rivoluzione di velluto che non sembra particolarmente riuscita.</p>
<p>Se una marionetta anglo-americana prendesse il potere in Iran, una delle prime cose che farebbe sarebbe tagliare l&#8217;approvvigionamento di petrolio in Cina, dato che, di questi tempi, è lì che si trova il maggior interesse degli Stati Uniti e della Gran Bretagna in Medio oriente. Il discorso di Obama al Cairo non è nient&#8217;altro che un tentativo di usare il mondo arabo-islamico del Medio oriente contro la Russia e la Cina.</p>
<p>Anche l&#8217;India è uno dei principali candidati a diventare la seconda arma eurasiatica degli Stati Uniti e del Regno Unito, ma anche qui, gli Indiani possono rivelarsi troppo intelligenti per cadere nella trappola. Tutti sanno che il Congresso americano ha adottato delle leggi ricorrenti che chiedono un cambio di regime in Iran, con il finanziamento di 400 milioni di dollari, e da cinque anni e passa, Seymour Hersh ha descritto nel New Yorker il ruolo attivo delle squadre di spionaggio e di destabilizzazione statunitensi in Iran, che tentano di fomentare le ribellioni con gli Arabi, gli Azeri, i Kurdi, i Baloutches, i Pashtun e altri, con lo scopo finale di dividere e balcanizzare l&#8217;Iran, nello stesso modo in cui lo furono la Jugoslavia, l&#8217;Iraq, e come potrebbe esserlo ben presto il Sudan. Il colore della rivoluzione in Iran è in gran parte l&#8217;opera del gruppo “soft power&#8221; (NdT: che sostiene una politica esterna di “bassa intensità&#8221;) ispirato dagli scritti di Joseph Nye, e che include le cerchie di Brzezinski alla Rand Corporation, così come l&#8217;International Crisis Group e altri operatori che per raggiungere i propri scopi usano la sinistra come copertura, gli slogan umanitari, i diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p>Se ho ben capito Jacques Sapir, egli sembra dire che gli slogan umanitari sono stati così bistrattati dagli imperialisti occidentali al servizio dei propri scopi predatori, che questi slogan sono stati completamente screditati in virtù dell&#8217;ipocrisia e del loro effetto “due pesi, due misure&#8221;. Se sono proprio questi i propositi di Sapir, sono completamente giustificati. Direi che è tempo di sottolineare i diritti economici dei paesi in via di sviluppo, a cominciare dall&#8217;industrializzazione, il pieno impiego, e eliminando la povertà, la malattia, l&#8217;analfabetismo, e una situazione in cui vediamo un miliardo di persone che patiscono la fame o che rischiano la carestia, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, e forse 2 miliardi di persone ridotte a un&#8217;esistenza miserabile, con meno di un dollaro al giorno. Queste sono le vere domande che oggi l&#8217;umanità deve affrontare.</p>
<p><strong>ReOpen911: Il piano Gates-Brzezinski prevede un nuovo approccio con l&#8217;Iran. Se questo piano non funzionasse, gli Stati Uniti potrebbero colpire l&#8217;Iran con l&#8217;arma atomica, come diceva Schneider JR?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> Tutta la base del regime di Obama, tra le cerchie imperialiste statunitensi, è sempre più cosciente del fatto che gli Stati Uniti sono troppo deboli, troppo odiati, troppo in fallimento per intraprendere ora nuove avventure in Medio oriente. Ecco perché si tirano indietro addossando la responsabilità ad altri, facendo la guerra con l&#8217;uso di mandatari o marionette kamikaze, come avvenne con l&#8217;Etiopia, usata contro la Somalia qualche anno fa.</p>
<p><strong>ReOpen911: Se gli Stati Uniti e la Russia falliscono nel tentativo di far accettare all&#8217;Iran la fine del suo programma nucleare, Israele può colpirlo come colpì l&#8217;Iraq di Saddam Hussein?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> In seguito Gates, Panetta, Biden e Obama stesso hanno ordinato a Israele di lasciar perdere, di abbandonare qualsiasi idea di attaccare da solo l&#8217;Iran, cosa che l’avrebbe staccato dai propri alleati. Ne parlo nel libro <em>Obama: The Unauthorized Biography</em>. Credo che gli Inglesi siano sulla stessa linea. Il senatore Kerry e Obama hanno anche detto che l&#8217;Iran ha diritto ad un programma nucleare pacifico. Tutto questo rinforza l&#8217;idea che gli Stati Uniti vogliano fare dell&#8217;Iran una marionetta kamikaze contro la Russia e/o la Cina. Chi continua ad ignorare questa tendenza vive nel mondo com&#8217;era prima del dicembre 2007, quando le valutazioni ufficiali dei servizi segreti statunitensi dicevano che non c&#8217;era nessun programma d&#8217;armi nucleari iraniano. Dubito che gli Israeliani avviino un tale attacco. Se lo facessero, si tratterebbe di una vera e propria catastrofe mondiale. I nostri amici del Quai d&#8217;Orsay (Ministero degli Esteri francese, Ndt) dovrebbero fare tutto il possibile per dissuadere Netanyahu &amp; co.</p>
<p><strong>ReOpen911: Dato che i servizi segreti statunitensi hanno detto che l&#8217;Iran ha fermato il proprio programma nucleare militare dal 2003, dobbiamo accettare un Iran con un nucleare civile?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> Certo, nonostante la demagogia bellicistica di Sarkozy e di Kouchner su quest&#8217;argomento quando tentarono di andare al fronte. Ogni paese ha un diritto inalienabile alla scienza, alla tecnologia, all&#8217;industria e alla produzione di energia moderna, e nel mondo d&#8217;oggi, questo può significare solo lo sfruttamento pacifico dell&#8217;energia nucleare. Questa era la base della politica estera americana durante la maggior parte della guerra fredda, l&#8217;iniziativa “Atomi per la pace&#8221; di Eisenhower.</p>
<p>Tutti i paesi del mondo che vogliono affermare la propria sovranità e il diritto allo sviluppo considerano seriamente l&#8217;esame di un&#8217;applicazione importante dell&#8217;energia nucleare, a cominciare dalla Cina, l&#8217;India, la Russia, la Giordania e molti altri. In questo seguono il ben riuscito esempio francese, molto più eloquente dei discorsi di Sarkozy. Dopo le violazioni massicce del regime di non proliferazione, suggellato da Stati Uniti e India sul nucleare, gli Stati Uniti non si fanno scrupoli quando si tratta di intimidire o tormentare gli altri su questo aspetto.</p>
<p><strong>ReOpen911: La colonna vertebrale della politica estera americana in Europa è il Trattato ABM e l&#8217;allargamento della NATO. Cosa ne pensate di questa provocazione verso la Russia e del rischio di vedere affrontarsi alleati europei?</strong></p>
<p>Webster G. Tarpley: Nella migliore delle ipotesi, l&#8217;allargamento della NATO è inutile e assai pericoloso nella maggior parte degli scenari probabili. Quale persona di buon senso si impegnerebbe a battersi e a morire per un demente come Saakashvili, dopo che quest&#8217;ultimo ha mostrato la propria instabilità mentale con l&#8217;attacco kamikaze contro la Russia nell&#8217;agosto 2008? Che persona di buon senso vorrebbe essere impegnata nell&#8217;ultima avventura di questi cleptocrati dell&#8217;FMI a Kiev? Quando la Germania dell&#8217;Est è stata reintegrata nella Germania dell&#8217;Ovest, gli Stati Uniti hanno preso degli impegni seri con la Russia: le forze della NATO non sarebbero entrate nell&#8217;ex Germania dell&#8217;Est. Ora, sono andate molto più lontane. È il momento di invertire questa tendenza. Invito la Francia a riconsiderare l&#8217;idea di reintegrare la struttura di comando della NATO.</p>
<p>Tenendo conto dell&#8217;impegno americano nei regimi instabili e aggressivi non lontani dalla Russia, la Francia corre il rischio di essere trascinata in una guerra catastrofica sulla scia anglo-americana. Questo non è il futuro di una grande nazione come la Francia. Possiamo vedere anche una seconda serie di paesi provocatori composta da Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Ucraina e altri paesi, che possono essere buttati nella lotta contro la Russia per questioni come l&#8217;interruzione della distribuzione di gas naturale in Europa dell&#8217;Ovest quasi ogni inverno.</p>
<p><strong>ReOpen911: Riguardo al trattato ABM, cosa ne pensate dell&#8217;impianto dello scudo spaziale in paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est come la Repubblica Ceca, senza previo accordo con il Parlamento europeo? Cfr <a href="http://fr.rian.ru/world/20081110/118227844.html">http://fr.rian.ru/world/20081110/118227844.html</a></strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> Ho richiamato diverse volte Obama in pubblico affinché prendesse degli impegni precisi, se vuole provare di essere davvero l&#8217;angelo della pace che dice di essere. Il primo è annunciare che non ci sarà nessun schieramento di sistemi ABM in Polonia, poiché possono essere facilmente messi in atto in un primo attacco nucleare preventivo strategico contro la Russia, ributtando così il mondo nel contesto esplosivo della vecchia guerra fredda. Obama potrebbe semplicemente annunciare: “La crisi dei missili poloni non avverrà&#8221;. L&#8217;altro impegno che Obama potrebbe prendere sarebbe quello di ritirare tutto il sostegno degli USA all&#8217;allargamento della NATO. È quello che qualsiasi Europeo con un po’ di buon senso esigerebbe che facesse. Invece, l&#8217;estate scorsa abbiamo avuto 200.000 fans raggirati da Obama alla porta di Brandeburgo.</p>
<p><strong>ReOpen911 : In questo contesto, cosa ne pensa dell&#8217;integrazione della Francia alla NATO, e la sua partecipazione alla guerra contro il terrorismo?</strong></p>
<p>Webster G. Tarpley : Raccomanderei alla Francia di non sottomettersi al comando della NATO. Il presidente de Gaulle aveva completamente ragione quando espulse da Versailles i quartieri generali della NATO e ritirò la Francia dalla struttura di comando della NATO. Questo non ha offuscato le relazioni franco-americane, ma ha impedito che gli elementi anarchici presenti nell&#8217;organizzazione causassero seri problemi alla Francia. In particolar modo penso al generale Lyman Lemnitzer, sostenitore dell&#8217;operazione Nothwood (NdT: piano concepito da alti dirigenti del Dipartimento della Difesa USA allo scopo di suggestionare l&#8217;opinione pubblica statunitense ed indurla così a sostenere un attacco militare USA contro il regime cubano di Fidel Castro) quand&#8217;era Presidente del Pentagono e stava per diventare il Comandante della NATO, e che fece di tutto per installare Gladio in Italia e nella maggior parte dei paesi della NATO (NdT: organizzazione paramilitare del secondo dopoguerra, legata ai servizi segreti occidentali promossa dalla NATO per contrastare un&#8217;eventuale invasione sovietica dell&#8217;Europa occidentale). Riassumendo, De Gaulle aveva ragione, l&#8217;Occidente ha bisogno che la Francia mantenga la propria indipendenza intellettuale e l&#8217;attitudine a sviluppare una critica responsabile e realista sugli eccessi degli Anglo-americani. Ciò che fece De Gaulle, è ciò che ci si aspetta dai futuri leader francesi.</p>
<p><strong>ReOpen911 : Riguardo all&#8217;11 settembre, pensa che possa nascere un&#8217;inchiesta indipendente? E in caso affermativo, sarebbe per volere della giustizia americana o di un&#8217;azione internazionale come i &#8220;Politics for 9/11 Truth&#8221; (NdT: Dirigenti politici per la verità sull&#8217;11 settembre)</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> L&#8217;importanza del movimento per la verità sull&#8217;11 settembre, sviluppatosi nella società americana tra il 2006 e il 2007, si è ampiamente disgregata fino a diventare impotente. Mentre la campagna delle primarie cominciava a riunire le energie nel 2007, molti vecchi attivisti dell&#8217;11/9 han commesso il grave errore di sacrificare la propria attività a politici professionisti che avevano promesso di fare qualcosa per indagare sulla questione. Dennis Kucinich, candidato di sinistra al partito liberal-democratico, promise pubblicamente che avrebbe indagato sull&#8217;11/9, così come sull&#8217;affaire del B-52 “canaglia&#8221; (NdT: Bombardiere strategico a largo raggio prodotto dalla Boeing) avvenuta tra l&#8217;agosto e il settembre 2007, poco dopo che un gruppo di attivisti di cui facevo parte emise l&#8217;avvertimento di Kennebunkport, col quale dicemmo che Cheney stava facendo un ultimo tentativo per avviare la guerra contro l&#8217;Iran. Questo succedeva nel momento in cui gli Israeliani lanciavano il raid aereo contro la Siria. Ma Kucinich non mantenne la promessa. Una parte ancor più grande dell&#8217; 11/9 Truth Movement venne inghiottita da Ron Paul, il deputato del Texas e candidato libertario repubblicano. Non fece promesse in pubblico come Kucinich, ma in privato disse agli attivisti dell&#8217;11/9 Truth Movement che condivideva il loro punto di vista e che l&#8217;avrebbe detto pubblicamente al momento opportuno. Con queste certezze, molti attivisti diedero il proprio tempo, denaro e sostegno alla campagna presidenziale di Ron Paul. Ma quando, durante un dibattito nazionale sulla televisione via cavo a cui assisteva tutta la stampa nazionale, Ron Paul venne interrogato, affermò con forza che riteneva assurde le idee dell&#8217;11/9 Truth Movement e che queste lo imbarazzavano; aggiunse inoltre che gli attivisti avrebbero dovuto abbandonare i loro sforzi. Disse anche che il suo scetticismo riguardo al rapporto della Commissione dell&#8217;11 settembre era uguale al suo scetticismo per i documenti del governo, né più né meno. Alla fine, quando fu chiaro che Obama aveva una reale possibilità di diventare Presidente, il resto dei liberali di sinistra rinunciò all&#8217;attivismo e si unì alla quête messianica e utopica proposta da Obama.</p>
<p>Di conseguenza, il movimento per la Pace, il movimento per la destituzione (NdT: e il processo di Bush) e l&#8217;11/9 Truth Movement vennero letteralmente spazzati via. Tutto questo mostra il ruolo importante svolto da Obama nella soppressione delle proteste e la protezione dell&#8217;Establishment di Wall Street contro l&#8217;agitazione popolare. Ora ci vorrebbe l&#8217;implicazione decisiva di uno o più leader mondiali fuori dagli Stati Uniti per realizzare l&#8217;indispensabile inchiesta internazionale indipendente dalla Commissione per la verità sull&#8217;11/9.</p>
<p><strong>ReOpen911 : Molti cittadini hanno scoperto la geopolitica e i retroscena dei conflitti cercando di saperne di più sugli attentati dell&#8217;11 settembre 2001. Cosa direbbe a queste persone che scoprono, spesso con orrore, che un buon numero di guerre e attentati sono fatti dagli Stati Uniti e/o da gruppi di interesse contro gli interessi delle popolazioni?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> Il problema della politica straniera statunitense non si trova essenzialmente all&#8217;interno del governo federale, ma viene dal fatto che la politica straniera statunitense è ampiamente prodotta dagli interessi bancari della potentissima Wall Street, che opera attraverso organismi come il Council on Foreign Relations, la Commissione Trilaterale, il gruppo Bildeberg e l&#8217;insidiosa Mont Pelerin Society che si occupa di economia. Obama, Biden, Holbrook e molti altri sono i servi di questi banchieri di Wall Street. Queste forze non seguono una politica americana nazionale che imporrebbe, per esempio, buone relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia, come erano mantenute durante la Rivoluzione Americana nel momento della Guerra Civile americana e durante l&#8217;amministrazione di F.D. Roosevelt.</p>
<p>Invece di una politica nazionale americana, abbiamo una politica favorevole ai finanzieri e agli imperialisti. È la stessa mentalità della City di Londra e di una parte della Commissione Europea e della Banca Centrale. Viviamo un&#8217;epoca di preponderanza oligarchica su tutto il globo. Il solo modo di cambiare questa situazione è aumentare la politicizzazione e l&#8217;attivismo di una parte della società moderna che si limita solitamente a uno stupore passivo, all&#8217;apatia, a un&#8217;alienazione attraverso la cultura popolare.</p>
<p><strong>ReOpen911 : Internet gioca un ruolo importante nel mettere a disposizione le informazioni e quindi a ciò che potremmo chiamare un&#8217; “educazione delle masse&#8221;; secondo lei, un&#8217;azione concertata che sfoci su una censura su questa rete è all&#8217;ordine del giorno?</strong><br />
<strong>Webster G. Tarpley:</strong> Uno degli aspetti positivi del sistema statunitense è stata la forte protezione della libertà d&#8217;espressione incarnata dal Primo Emendamento della Costituzione americana. Potete confrontarla con la terribile situazione di un paese come la Gran Bretagna. I liberali totalitari del regime Obama sono ostili al proseguimento della tradizione di libertà d&#8217;espressione. Vorrebbero ridurre l&#8217;ambito della libertà d&#8217;espressione usando il pretesto della legislazione del crimine destinata a dichiarare illegale non atti criminali, ma le opinioni sostenute da coloro che hanno commesso tali atti criminali – dichiarare illegali le opinioni è un&#8217;idea alquanto strana in giurisprudenza.</p>
<p>Il Partito Democratico sembra anche voler ridurre al silenzio o intimidire l&#8217;ala destra o i commentatori radio reazionari più in vista nel paese, e che rappresentano una delle forze principali che criticano il regime Obama. Con il pretesto d&#8217;obbligare i diffusori che usano le onde pubbliche, quest&#8217;ultimo è tentato di offrire un&#8217;ampia varietà di opinioni politiche, o di rappresentare gruppi di comunità locali. Sarebbe stato meglio vietare a una corporation il possesso totale dei mass media in una data città e lasciare così che il discorso evolvesse.</p>
<p><strong>ReOpen911 : Lei che è spesso pessimista riguardo al futuro (basta pensare la suo ultimo libro nel quale spiega perché nutre poca speranza in Obama) ha qualche speranza per un futuro più pacifico?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Terpley:</strong> Non credere alla demagogia delle marionette di Wall Street come Obama non fa di me un pessimista, ma un realista. Obama ha superato il proprio apogeo; si trova ora sulla discesa, sebbene il pericolo di nuove operazioni false flag che mirano alla Russia, alla Cina, al Sudan, al Pakistan o ad altri nuovi bersagli aumenti senza dubbio in questo momento. Avendo studiato Platone, Leibniz e Machiavelli, sono ottimista per ciò che riguarda le prospettive d&#8217;azione in questo mondo. Su questi punti sono con Leibniz e contro Voltaire. Approverei anche ciò che dice Dante sul punto essenziale della Divina Commedia nel Canto di Marco Lombardo, dove l&#8217;accento è messo sul fatto che lo stato del mondo non dipende da Dio, dalla predestinazione o dalla cattiva sorte, ma che si tratta invece di un compito dato agli esseri umani che devono esercitare il loro libero arbitrio.</p>
<p>Le persone devono capire che l&#8217;azione storica mondiale è più realizzabile al presente che in qualsiasi altro momento della storia; è il momento di trarre vantaggio da queste possibilità prima che la porta delle opportunità si chiuda, cosa che può succedere in qualsiasi momento.</p>
<p><strong>ReOpen911 : Lei che conosce bene gli ingranaggi dei Machiavelli del nostro tempo, cosa possono fare i nostri lettori e i cittadini per aiutare il mondo a essere migliore e più in pace?</strong></p>
<p><strong>Webster G. Tarpley:</strong> Non c&#8217;è nessuna ragione di subire una depressione economica mondiale, né una guerra mondiale che potrebbe seguire la stessa sequenza di eventi che abbiamo conosciuto negli anni 1930.</p>
<p>Innanzitutto, le leggi dell&#8217;economia non sono affatto un mistero. Le spiego nel mio ultimo libro <em>Surviving the Cataclysm</em> (Sopravvivere al Cataclisma). Per uscire dalla depressione in primis bisogna fare tutto ciò che è necessario per ridurre il fardello del capitale fittizio e delle entrate speculative dell&#8217;economia mondiale.</p>
<p>Questo significa fare cose come vietare la bolla dei derivati di 1,5 milioni di miliardi di dollari, o tassare i derivati fino alla loro scomparsa, vietare i prestiti ipotecari a tasso aggistabile, dichiarare illegali i “fondi di copertura&#8221; altamente speculativi (hedge funds), fermare i pignoramenti delle case, delle fattorie, delle fabbriche, tassare gli speculatori con la tassa Tobin dell&#8217;1%, regolare di nuovo i mercati petrolieri, pignorare e chiudere le banche zombie in bancarotta che dominano Wall Street e la City di Londra.</p>
<p>Dobbiamo sequestrare la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, le banche centrali controllate da privati e nazionalizzarle. Dovrebbero cominciare col fare prestiti allo 0% per le attività produttive, ossia la creazione di beni fisici tangibili sotto forma di industria, agricoltura, costruzione, trasporti, edilizia, miniere, ricerca scientifica, attrezzature sanitarie e altri preamboli dell&#8217;esistenza umana.</p>
<p>Tutto questo è particolarmente necessario qui negli Stati Uniti, poiché tutta l&#8217;economia si avvicina al punto del crollo fisico e termodinamico. In questo paese dovremmo costruire un migliaio di ospedali, cento reattori nucleari ad alta temperatura di quarta generazione, costruire 170.000 km di rotaie Maglev (NdT: treno a levitazione magnetica), ricostruire il sistema autostradale interstatale, e ricostruire tutte le infrastrutture d&#8217;acqua e di depurazione. Abbiamo bisogno di un programma convincente in fisica di alta energia per risolvere i problemi attuali della fusione dell&#8217;energia termonucleare. Abbiamo bisogno di un programma persuasivo nella ricerca biomedica per trovare rimedi alle malattie che colpiscono l&#8217;umanità. Sono sforzi che per definizione dovrebbero essere internazionali.</p>
<p>Certo, dobbiamo finanziare e restaurare la rete di previdenza sociale, che sarà fondamentale per le vittime della depressione nei prossimi due o tre anni. E per finire, avremo bisogno di una nuova conferenza monetaria mondiale per creare un sistema monetario mondiale vivibile per rimettere in moto il commercio mondiale e promuovere lo sviluppo economico e tecnologico dell&#8217;Africa, dell&#8217;Asia meridionale, della maggior parte dei paesi dell&#8217;America Latina, dell&#8217;Europa dell&#8217;Est e di altre zone il cui sviluppo economico è stato impedito.</p>
<p>Bisogna interessarsi ai grandi progetti d&#8217;infrastruttura mondiale come il Maglev di Dakar a Dubai, il Maglev da Cap Town al Cairo, i ponti e i tunnel lungo il Mediterraneo a Gibilterra e tra la Sicilia e la Tunisia, un sistema Maglev eurasiatico, un ponte-tunnel sullo stretto di Bering, un nuovo Canale Thai (NdT: l&#8217;istmo di Kra in Malesia), una “Tennessee Valley Authority&#8221; per il Gange, il Brahmaputra, il Mekong, l&#8217;Amazzonia e altri sistemi fluviali nel mondo (NdT: Tennessee Valley Authority: impresa americana incaricata della navigazione, del controllo delle piene, della produzione di elettricità e dello sviluppo economico della valle del Tennessee), e lo sviluppo del trasporto fluviale in Africa con un sistema di chiuse e di canali tra l&#8217;alto Nilo e l&#8217;alto Congo.</p>
<p>Dovremmo fare tutto questo con la piena coscienza che se non realizziamo queste tappe progressive necessarie finché viviamo, la civiltà mondiale potrebbe sprofondare in un periodo di caos, di orrori che al momento è difficile concepire, ma che dovrebbero essere sufficientemente chiari. La mia litania preferita è quella di un minatore spagnolo di una regione settentrionale della Spagna, le Asturie, che mi diceva che il suo credo personale era: “La tua scelta nel mondo moderno è chiara. Sii attivo prima di diventare radioattivo. Allora scegli&#8221;. Quest&#8217;alternativa non è cambiata molto. <strong>La mia speranza è che sempre più persone scelgano di essere attive</strong>.</p>
<p>ReOpen911 e GeoPOlIntel intervistano Webster Tarpley<br />
Fonte: http://www.reopen911.info<br />
Link: http://www.reopen911.info/11-septembre/interview-de-webster-tarpley/<br />
13.07.2009</p>
<p>Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI<br />
<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6188">http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6188</a></p>
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		<title>La teoria economica del dodo</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 08:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com
Il dodo è stato un simpatico pennuto inetto al volo vissuto sino alla fine del XVII secolo nell&#8217;Isola di Mauritius, alto poco più di 70 cm, dall&#8217;andatura goffa vista l&#8217;atrofizzazione delle ali, sviluppò abitudini alimentari e di nidificazione nel terreno: ha ispirato anche un personaggio dei fumetti Disney (Spennacchiotto, l&#8217;inventore che faceva concorrenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DI EUGENIO BENETAZZO<br />
<em>eugeniobenetazzo.com</em></p>
<p><img class="size-full wp-image-240 alignright" title="dudu_11" src="http://edicola.biz/http://edicola.biz/wp-content/uploads/2009/07/dudu_11.jpg" alt="dudu_11" width="342" height="321" />Il dodo è stato un simpatico pennuto inetto al volo vissuto sino alla fine del XVII secolo nell&#8217;Isola di Mauritius, alto poco più di 70 cm, dall&#8217;andatura goffa vista l&#8217;atrofizzazione delle ali, sviluppò abitudini alimentari e di nidificazione nel terreno: ha ispirato anche un personaggio dei fumetti Disney (Spennacchiotto, l&#8217;inventore che faceva concorrenza ad Archimede). Purtroppo per quanto innocuo ed innocente potesse essere questa inimitabile creatura, il dodo non esiste più da circa 400 anni (l&#8217;ultimo avvistamento risale al 1681) a seguito dell&#8217;introduzione nell&#8217;isola da parte dei coloni portoghesi di specie animali antagoniste (come maiali, cani, gatti, ratti e scimmie), le quali iniziarono a predare molto voracemente le sue uova. La sua estinzione fu resa possibile, oltre alla scarsa difendibilità dovuta alla nidificazione a terra ed alla esiguità delle covate, anche dall&#8217;indole ingenua del trapassato bipede piuttosto tonto ed accorto dal difendersi da minaccie sino ad allora mai viste. Ancora oggi nel dialetto portoghese il termine &#8220;doudo&#8221; indica chinque possa essere preso di mira per la sua bonarietà. Allora nessuna autorità istituzionale avrebbe pensato che l&#8217;ingresso di specie alloctone avrebbe cagionato la scomparsa del volatile inerme.</p>
<p>Basta aspettare ed anche il cosidetto Made in Italy farà presto la fine del dodo ovvero si estinguerà. Proprio come è accaduto al povero pennuto secoli or sono nessuno ha mai pensato di difendere il Made in Italy da predatori esterni che sono stati fatte entrare in Italia senza tanti complimenti, con il solo fine di inchinarsi alle esigenze della produzione imposte dalla tanto osannata globalizzazione (conosciuta anche nel mondo non accademico con il termine di sodomizzazione). Il Made in Italy che avrebbe dovuto essere il vanto italiano nel mondo in un&#8217;epoca di profondi cambiamenti storici è stato svenduto e trasformato in preda, portandolo lentamente all&#8217;estinzione. Ormai nell&#8217;immaginario collettivo, il termine Made in Italy, ha ancora ben poco di quanto potevamo vantarci negli anni passati: più che produrre in Italia con maestranze, manifattura e ricerca italiana si pensa il più possibile a come far diventare un prodotto &#8220;Made in Italy&#8221; siglandolo con questa ormai ridicola diciutura. A livello politico non esiste corrente o forza che si sia fatta promotrice della difesa dell Made in Italy e di tutto quello che esso comporta e genera a livello di indotto.</p>
<p>Vi è di più: pensate che abbiamo avuto governi tanto di destra quanto di sinistra che hanno spinto i nostri industriali a chiudere lo stabilimento italiano per riaprirlo nella provincia del Guandong, aiutandoli successivamente a reimportare tutto l&#8217;output produttivo per farlo spacciare come se fosse un prodotto italiano. Forse è il momento di salvare il dodo prima dell&#8217;estinzione proponendo l&#8217;abbandono delll&#8217;insignificante dicitura &#8220;Made in Italy&#8221; sostituendola con &#8220;Prodotto Italiano ©&#8221; (marchio inequivocabile che dovrà identificare una merce prodotta in Italia al 100 %, quindi con ideazione, progettazione, manifattura e manodopera operaia esclusivamente italiana).<br />
Basta con l&#8217;invasione di finti prodotti Made in Italy che distruggono la capacità di popolamento delle imprese italiane, lasciamo che siano gli altri paesi ad abbracciare ciecamente il dictat della globalizzazione condita con il profitto indiscriminato. Ritorniamo sui nostri passi e pensiamo a come difenderci da prodotti antagonisti che non arrecano beneficio al nostro paese. Persino l&#8217;attività di macellazione ed allevamento italiano sta perdendo la sua distintività nel definirsi &#8220;Made in Italy&#8221; e si appresta a fare la fine del dodo, puntando ormai su mangimi modificati di importazione e carni macellate di provenienza extracomunitaria, ma porzionate presso qualche centro carni italiano per trasmettere l&#8217;emblema di carne italiana.</p>
<p>Solo la reale distinzione (istituita con una disciplina giuridica molto severa) tra quello che è effettivamente prodotto in Italia da quello che diventa italiano grazie ad un giro di carte farlocche, può consentire al Titanic Italia di imboccare una strada che preservi dall&#8217;estinzione l&#8217;artigianato e l&#8217;industria italiana. Solo con una stringente campagna di difesa della cosidetta italianità (dal semplice paio di scarpe al prestigioso vestito sartoriale passando per i generi alimentari come il vino ed il formaggio) possiamo pensare di prosperare innanzi ad una trasformazione planetaria degli equilibri geoeconomici e ad una migrazione dei tenori di ricchezza e benessere da occidente a oriente. Il dodo si è estinto perchè nessuno ha pensato a difenderlo, nessuno ha immaginato che cosa potesse accadere mettendolo in competizione con animali a lui antagonisti ma non autoctoni, altre specie viventi che poco hanno di originale e distintivo come il dodo. E proprio come il dodo anche il &#8220;Made in Italy&#8221; si sta comportando: ovvero si lascia avvicinare, depauperare e barbaramente sfruttare, senza tanto dimenarsi, come faceva il dodo quando veniva catturato, confidando che il suo predatore fosse un amico che voleva la sua compagnia.</p>
<p>Come possono le forze politiche pensare di salvaguradre l&#8217;occupazione e la serenità dei piccoli e medi imprenditori se non si preocupano di mettere delle barriere all&#8217;ingresso di merci antagoniste a quelle italiane (nel senso di autentici prodotti italiani) ? Continuo a ribadirlo e a diffondere questo pensiero attraverso il mio manifesto economico, ma vedo solo chiacchere e distintivo da parte di autorità e farse politiche italiane. Per questo motivo stanno scomparendo produzione artigianli ed industriali legate a vari settori come il calzaturiero, l&#8217;artigianato orafo, le ceramiche d&#8217;arredamento, il tessile e l&#8217;abbigliamento, il settore conciario, il metalmeccanico di precisione e cosi via discorrendo. Ricordiamoci pertanto del dodo, un innocuo e simpatico columbiforme, originale ed unico nel suo aspetto e modo di fare, sempre abituato a non preoccuparsi perchè l&#8217;isola che lo ospitava ed in cui si sviluppò genealogicamente non gli dava di che preocuparsi, sino all&#8217;arrivo improvviso di predatori esterni, introdotti dai grandi speculatori di allora (i colonizzatori), i quali decretarono in meno di settantanni la sua estinzione. Ancora oggi il dodo è il simbolo per antonomasia di una specie che si è estinta con una velocità impressionante. Proprio quello che sta accadendo al panorama imprenditoriale del Made in Italy.</p>
<p>Eugenio Benetazzo<br />
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com<br />
Link: <a href="http://www.eugeniobenetazzo.com/teoria_economica_del_dodo.htm" target="_blank">http://www.eugeniobenetazzo.com/teoria_economica_del_dodo.htm<br />
</a>29.07.2009</p>
<p><em>Copyright @ 2009 &#8211; Tutti i diritti riservati<br />
Riproduzione concessa con riproduzione della fonte<br />
EugenioBenetazzo.com</em> http://www.eugeniobenetazzo.com/manifesto_economico.htm</p>
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